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Aug 192011
 

La storia più recente del Rosso Piceno è segnata dal conferimento della DOC nel 1968.

Da quel momento in poi si è cominciato ad assistere a una progressiva crescita in termini di qualità generale e di notorietà a livello nazionale che, nel giro di non molti anni, ha portato il Rosso Piceno DOC al raggiungimento di obiettivi e riconoscimenti importanti (“Oscar di Pramaggiore”, “5 grappoli” della guida Duemilavini, “3 bicchieri” della guida “Vini d’Italia” ecc.).

Se storicamente il territorio Piceno è sempre stato associato a produzioni abbondanti quantitativamente ma non altrettanto importanti dal punto di vista qualitativo, negli ultimi decenni, complice anche una drastica riduzione dei volumi produttivi su scala nazionale, sembra aver preso piede una nuova tendenza votata alla differenziazione e alla ricerca di una qualità sempre maggiore.

Questa presa di coscienza delle grandi potenzialità del territorio e l’emancipazione di alcuni produttori, unite agli investimenti in strategie di marketing e comunicazione per l’incremento del turismo enogastronomico, come la realizzazione nel 1977 della Strada del Vino Rosso Piceno Superiore che collega Offida, Acquaviva Picena e San Benedetto del Tronto, sono stati la rampa di lancio che ha permesso al Rosso Piceno di superare le “barriere” del consumo locale e regionale.

Ma il Rosso Piceno è un vino dall’antica e nobile tradizione, tanto da essere già famoso al tempo dei romani. Tutto iniziò quando nel corso del I millennio a.C. i Piceni, una tribù italica probabilmente proveniente dall’attuale Umbria, si stabilì nelle basse Marche, cui diedero il nome. In seguito, a partire dal III secolo a.C., i contatti con i Romani si fecero sempre più intensi fino alla totale “romanizzazione” del popolo piceno.

Risalgono proprio a questo periodo, grazie alle cronache degli storici romani Catone e Polibio, le prime testimonianze scritte di una già fiorente viticoltura praticata in questa regione e di notevoli quantitativi di uva importati fino in Gallia.

È lo stesso storico Polibio, inoltre, a citare per la prima volta il “vino dei Piceni”, lontano antenato del Rosso Piceno e molto apprezzato dalle truppe di Annibale. Un aneddoto in particolare racconta che queste, in marcia verso Roma, stanche e malandate, avrebbero approfittato di una sosta in terra picena per ritemprarsi con abbondanti libagioni e massaggi a base di vino rosso invecchiato.

Oggi, a distanza di secoli, sebbene molte cose siano cambiate in termini di viticoltura, tecniche enologiche, stili di vita e occasioni di consumo, ripensando a questo aneddoto non possiamo non constatare come il buon vino, le sue proprietà benefiche, la dilagante moda del wellness e delle “spa” non siano un’invenzione dell’uomo moderno ma facciano parte da sempre della cultura  e delle tradizioni del nostro paese.

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Aperitivo in cantina dopo una giornata di mare: due bus navetta gratuiti saranno a disposizione, ogni lunedì, martedì, mercoledì, dal 25 luglio al 14 settembre, di tutti coloro che vorranno degustare i prestigiosi vini del territorio

da RivieraOggi.it di: Elisabetta Gnani 31 luglio 2011 @16:58

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Fritto Misto è l’annuale appuntamento con la tradizione gastronomica italiana e internazionale dedicato completamente alla frittura e alle sue varie declinazioni nelle diverse regioni italiane. Ad Ascoli Piceno ogni anno l’Italia si fa unita all’insegna del fritto. Così le ricette tipiche siciliane i-dall’arancino al cannolo- incontrano le olive all’ascolana, i panzerotti pugliesi si sposano con gli gnocchi fritti emiliani, il friseu ligure con i krapfen dell’Alto Adige, per una manifestazione che unisce cultura e tradizione a laboratori di frittura, corsi, convegni seminari e, ovviamente, croccanti degustazioni!

La ricerca del tipico di qualità e la sua valorizzazione hanno da sempre caratterizzato la manifestazione, con speciali momenti di approfondimento per sfatare tutti quei pregiudizi e falsi miti che indicano la frittura come tecnica di cottura da evitare.

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